Il magnifico cardo mariano

mortaio con un po' di erbe

La storia in breve -

  • Il cardo mariano contiene il flavonoide silimarina, che è responsabile di molti dei suoi effetti benefici, tra cui la protezione del fegato e le proprietà antiossidanti, antivirali e antinfiammatorie
  • Il cardo mariano potrebbe combattere la malattia epatica e ridurre i danni al fegato provocati da diversi medicinali e tossine ambientali
  • Il cardo mariano ha anche potenziali benefici anti-cancro e anti-diabete e favorisce la salute dei reni, del cervello e del cuore
Grandezza testo:

Del Dott. Mercola

Il cardo mariano è un'erba usata da migliaia di anni per favorire la salute del fegato, dei reni e della cistifellea. Contiene il flavonoide silimarina, che si ritiene sia responsabile di molti dei suoi effetti benefici, tra cui la protezione del fegato e le proprietà antiossidanti, antivirali e antinfiammatorie.

Originario del Mediterraneo ma ora trovato in tutto il mondo, in alcune regioni il cardo mariano è considerato una semplice erba, nonostante il suo potenziale terapeutico. Quando le foglie vengono pestate rilasciano una linfa lattiginosa.

La silimarina, il suo principio attivo, è in realtà un gruppo di composti (silibinina, silidianina e silicristina), che agiscono insieme fornendo molteplici benefici per la salute. Come fa la silimarina a proteggere il fegato? Anzitutto, è un antifibrotico, il che significa che impedisce la cicatrizzazione dei tessuti, e si pensa che agisca come un "agente di blocco delle tossine" impedendo alle tossine di legarsi ai recettori di membrana delle cellule del fegato.

La silimarina non è solo usata per il trattamento della malattia epatica alcolica, dell'epatite virale acuta e cronica e delle malattie epatiche indotte dalle tossine, ma in alcuni studi animali questa potente sostanza si è rivelata ridurre il danno epatico causato da un certo numero di medicinali e tossine ambientali, tra cui:

Acetaminofene (paracetamolo)

Tetracloruro di carbonio (un probabile agente cancerogeno comune nei materiali da costruzione e nei detergenti)

Radiazioni

Sovraccarico di ferro

Fenilidrazina (un liquido velenoso)

Alcol

Amanita falloide (il fungo velenoso "dal cappello mortale")

Chemioterapia

Medicinali psicotropi

Il cardo mariano elimina l'infiammazione cellulare con un processo di due fasi

Gli effetti antinfiammatori del cardo mariano sono tra i suoi più grandi successi, e ricerche recenti suggeriscono che sono dovuti in parte a un processo a due fasi simile a quelli usati da altre sostanze naturali benefiche come la curcumina (contenuta nella curcuma) e l'EGCG (l'epigallocatechina gallato, un componente del tè verde).

Lo studio ha rivelato che nella prima fase la risposta cellulare alla silimarina nelle cellule consiste in un rapido aumento dell'espressione di geni associati allo stress cellulare, in particolare allo stress del reticolo endoplasmatico (RE). In casi gravi tale stress può portare alla morte delle cellule, cosa che in alcuni casi può effettivamente essere utile (come in caso di cancro).

La seconda fase comporta una soppressione più lunga dell'espressione genica associata all'infiammazione. Oltre a inibire le vie di segnalazione dell'infiammazione, la silimarina

Attiva la protein-chinasi attivata dall'adenosina monofosfato (AMPK) — L'AMPK è un enzima che si trova nelle cellule del corpo. A volte viene chiamata "interruttore del metabolismo" perché svolge un ruolo importante nella regolazione del metabolismo. Secondo il Journal of Natural Medicine:

"L'AMPK induce una cascata di eventi all'interno delle cellule coinvolte nel mantenimento dell'omeostasi energetica... L'AMPK regola una serie di attività biologiche che normalizzano gli squilibri di lipidi, glucosio e energia. La sindrome metabolica (MetS) si verifica quando queste vie regolate dall'AMPK vengono disattivate, scatenando una sindrome che comporta iperglicemia, diabete, anomalie dei lipidi e squilibri energetici.

... L'AMPK aiuta a coordinare la risposta a questi fattori di stress, spostando l'energia verso la riparazione cellulare, la manutenzione, o un ritorno all'omeostasi e una maggiore probabilità di sopravvivenza. Gli ormoni leptina e adiponectina attivano l'AMPK. In altre parole, l'attivazione dell'AMPK può produrre gli stessi benefici di esercizio, dieta e perdita di peso; le modifiche dello stile di vita sono considerate benefiche per una serie di malattie".

Inibisce il target della rapamicina nei mammiferi (mTOR) — con ogni probabilità è una cosa buona, perché quando il percorso mTOR viene attivato il rischio di cancro può aumentare. Si tratta di un percorso antico ma che è stato apprezzato piuttosto di recente ed è conosciuto da meno di 20 anni.

È molto probabile che il tuo medico non lo abbia mai studiato nel suo percorso di studi in medicina, e che non lo conosca neanche. In effetti molti farmaci per il cancro nuovi usano questo percorso. I farmaci che lo utilizzano vengono dati anche agli animali per estendere notevolmente la durata della loro vita.

Oltre il fegato: a cos'altro fa bene il cardo mariano?

Il cardo mariano contiene silimarina e silibinina, antiossidanti noti per aiutare a proteggere il fegato dalle tossine, come anche dagli effetti dell'alcol. Non solo la silimarina si è rivelata aumentare il glutatione (un potente antiossidante fondamentale per la disintossicazione del fegato), ma può anche aiutare a rigenerare le cellule del fegato.

Tuttavia, considerare il cardo mariano come una semplice erba per la salute del fegato significherebbe rendergli un pessimo servizio, perché ha molti benefici extra. Tra questi ci sono i potenziali effetti anti-cancro. Come riportato dall'American Botanical Council (ABC):

"Numerosi studi, sia in vitro che in vivo, suggeriscono che il cardo mariano è potenzialmente utile nel trattamento o nella prevenzione di vari tumori: inibendo le cellule del cancro alla prostata e aumentando l'apoptosi (la morte cellulare programmata); inibendo la crescita e stimolando la regressione dei tumori della pelle attraverso l'applicazione topica;

... [I]nibendo l'induzione del cancro a cellule squamose alla lingua; riducendo l'incidenza delle neoplasie vescicali; inibendo la crescita e la sintesi del DNA nelle cellule cancerogene al seno e alla cervice; riducendo la frequenza degli adenocarcinomi del colon indotti da farmaci, e inibendo la proliferazione delle cellule leucemiche.

La silibina può essere utile con il tumore della prostata ormono-refrattario e può aumentare l'efficacia della chemioterapia a base di fattore di necrosi tumorale α (TNF-α). Infatti, gli effetti protettivi del fegato del cardo mariano nella chemioterapia e nella radioterapia possono essere tanto preziosi per i malati di cancro quanto gli effetti antineoplastici, specialmente con i tumori resistenti ai farmaci.

... I pazienti con tumori cerebrali metastatizzanti a cui sono stati somministrati cardo mariano e acidi grassi omega 3 prima della radioterapia hanno ottenuto un maggiore tempo di sopravvivenza e meno effetti collaterali. Gli autori suggeriscono, sulla base di una serie di studi farmacologici, che la silimarina per uso topico sarebbe un'aggiunta benefica alle creme solari per la protezione contro i tumori della pelle indotti dai raggi ultravioletti-B.

Gli studiosi consigliano ai professionisti di includere prodotti standardizzati al cardo mariano nei regimi terapeutici per il cancro, specialmente laddove vi siano danni o potenziali danni al fegato o ai reni dovuti al trattamento allopatico".

4 potenziali benefici sulla salute del cardo mariano

Oltre alla salute del fegato e alla protezione contro il cancro, il cardo mariano si è mostrato promettente anche per:

  1. La salute dei reni — Si dice che gli effetti del cardo mariano sui reni "rispecchiano accuratamente gli effetti dell'erba sul fegato". Si dimostra promettente per la rigenerazione cellulare nei reni e può rivelarsi utile anche nei pazienti in dialisi.
  2. La salute del cuore — Il cardo mariano sembra aumentare i livelli di colesterolo HDL e ridurre il rischio di aterosclerosi. La silimarina può anche favorire la riduzione della pressione sanguigna.
  3. Il diabete — Tra i pazienti con il diabete, quelli che hanno assunto la silimarina per quattro mesi, in confronto a quelli che hanno assunto un placebo, hanno sperimentato miglioramenti nel profilo glicemico, con una significativa diminuzione dell’emoglobina glicata (HbA1c, un indicatore della glicemia media degli ultimi tre mesi), della glicemia a digiuno, del colesterolo totale, del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Il cardo mariano può anche migliorare il controllo della glicemia nelle persone con diabete.
  4. La salute del cervello — Il cardo mariano sembra avere proprietà neuroprotettive, e le prime ricerche suggeriscono che potrebbe essere utile per la sclerosi multipla e il morbo di Parkinson. Studi animali suggeriscono anche che la silimarina può sopprimere la formazione di beta-proteina amiloide (una proteina tossica legata all'Alzheimer), contribuendo così a prevenire il morbo di Alzheimer.

Ad accrescere il suo fascino c'è il fatto che il cardo mariano sembra essere sicuro e ben tollerato nella maggior parte delle persone con pochi effetti collaterali. La ABC ha riportato:

"In generale, il cardo mariano è stato riconosciuto come erba sicura e ben tollerata con un profilo di effetti collaterali limitato simile a quello del placebo. Sebbene non siano stati condotti studi clinici a breve termine su un'elevata assunzione di silimarina in popolazioni sane, nelle condizioni limitate degli studi disponibili è evidente che il cardo mariano sembra essere piuttosto sicuro... la somministrazione di una dose di 420 mg al giorno in forma orale standardizzata contenente il 70-80% di silimarina si è rivelata sicura fino a 41 mesi di utilizzo, e non sono state segnalate reazioni farmacologiche significative.

La maggior parte degli effetti collaterali riportati non hanno a che fare con il prodotto, o sono difficili da separare dalla malattia concomitante. Gli effetti collaterali associati all'ingestione orale di cardo mariano sono rari e includono problemi gastrointestinali... A dosi maggiori di 1,5 g al giorno, può verificarsi effetto lassativo a causa dell'aumento della secrezione e del flusso biliare. Inoltre sono state notate reazioni allergiche lievi e non gravi".

Se sei preoccupato per la salute di fegato o reni, o sei interessato a una qualsiasi delle potenziali proprietà anti-cancro, anti-diabete e cardio-stimolanti della silimarina, varrebbe la pena di prendere in considerazione un integratore di cardo mariano di alta qualità. Dal punto di vista alimentare, puoi trovare la silimarina anche nei carciofi, nella curcuma e nel coriandolo, anche se il cardo mariano è la fonte più ricca e conosciuta.

Le considerazioni da fare prima di coltivare il cardo mariano a casa

Prima di pensare di piantare il cardo mariano nel tuo giardino, però, ti avverto: è un'erba altamente invasiva che può diffondersi rapidamente non solo in tutto il tuo giardino, ma anche nei prati circostanti. Il cardo mariano è anche tossico per il bestiame, quindi se hai animali in giro per il giardino, dovresti evitare di piantarlo all'aperto.

Il cardo mariano può crescere in qualunque tipo di suolo, anche in quelli di pessima qualità. Pianta i semi ad almeno un centimetro e mezzo di profondità, subito dopo le ultime gelate. Idealmente andrebbero piantati in un luogo dove batte molto sole. Una volta che i fiori iniziano a seccare, e si forma un tappeto erboso di pappi (simili ai denti di leone), sono pronti per il raccolto.

Come conservare il cardo mariano

L'ideale è mettere i capolini in una busta e conservarli in un luogo asciutto. Ciò consentirà al processo di essiccamento di continuare. Una volta che sei sicuro che sono essiccati, dai qualche colpo al sacchetto per separare i semi dai capolini. È meglio mettere i semi di cardo mariano in un contenitore asciutto ed ermetico. Toglili dal contenitore solo nel momento in cui sei pronto ad usarli.

Ricette con il cardo mariano: ecco come aggiungerlo alla tua dieta

Ci sono diversi modi di integrare il cardo mariano nei tuoi piatti. I semi in polvere possono essere spolverati sulle insalate o aggiunti ai frullati e ai succhi vegetali. Puoi aggiungere alle insalate anche i gambi, i fiori, le foglie e le radici, così come ai piatti freddi e ad altri piatti caldi. Con il cardo mariano si può anche preparare un tè. Alcuni negozi di alimenti naturali vendono il tè al cardo mariano pronto all'uso, ma puoi crearne uno con i semi. Ecco una ricetta che puoi provare:

Tè al cardo mariano

Ingredienti

  • Semi e foglie essiccate di cardo mariano
  • Acqua calda
  • Miele naturale (opzionale)

Procedimento

Schiaccia i semi e le foglie e mettile in un sacchetto di mussola. Lascia il sacchetto in immersione nell'acqua calda per cinque minuti. Aggiungi un cucchiaino di miele naturale per insaporire.

Olio al cardo mariano

Oltre che in forma di integratori, puoi anche comprare olio essenziale di cardo mariano. Estratto dai semi maturi, l'olio di cardo mariano è ricco di steroli, acidi grassi essenziali, antiossidanti e vitamina E, che gli conferiscono proprietà nutritive e protettive per la pelle. Può aiutare ad alleviare efficacemente i problemi di pelle come l'acne, l'eczema e la rosacea.

Di solito l'olio di cardo mariano si aggiunge nei cosmetici. Ecco un modo per usare il cardo mariano per i capelli: Massaggia l'olio diluito (aggiungi una goccia di olio di cardo mariano a 10 gocce del tuo olio vettore preferito) su tutto il cuoio capelluto 10 minuti prima del bagno, poi lava i capelli e acconciali come al solito.