COVID-19 in terapia intensiva

Coronavirus in terapia intensive

La storia in breve -

  • Nonostante molti specialisti della terapia intensiva stiano usando trattamenti che si allontanano dalle solite cure, le informazioni sulle terapie naturali vengono ancora tenute in sordina dai media e non vengono adottate dai medici di terapia intensiva
  • Cinque medici di terapia intensiva hanno formato il Front Line COVID-19 Critical Care Working Group (FLCCC). Il gruppo ha sviluppato un protocollo di trattamento altamente efficace conosciuto come MATH+
  • Degli oltre 100 pazienti COVID-19 ricoverati in ospedale, trattati con il protocollo MATH+ a partire da metà aprile, solo due sono morti. Entrambi avevano 80 anni ed erano affetti da patologie croniche avanzate
  • I protocolli prevedono l'uso di metilprednisolone per via endovenosa, vitamina C ed eparina sottocutanea entro sei ore dal ricovero in ospedale, insieme all'ossigeno nasale ad alto flusso. Le aggiunte facoltative includono tiamina, zinco e vitamina D
  • Il COVID-19 uccide scatenando iperinfiammazione, ipercoagulazione e ipossia. Il protocollo MATH+ affronta questi tre processi patologici fondamentali
Grandezza testo:

Del Dott. Mercola

L'organizzazione sostiene che "si potrebbe fare molto di più per salvare delle vite" se i protocolli di terapia intensiva tenessero conto di ciò che i medici che si occupano di terapia intensiva affrontano nella pratica. In un articolo del 14 maggio 2020 si legge, in parte:

"Dopo circa 8 settimane di isolamento e 3 mesi da quando lo spettro del COVID-19 si è fatto largo nei titoli dei giornali, perché un team di medici in prima linea per le cure intensive negli Stati Uniti, che ha raggiunto quasi il 100% di sopravivenza con il loro protocollo unico, è stato completamente ignorato?

Non credi che gli ospedali e i governi farebbero di tutto per ottenere il loro protocollo? O che chiederebbero a gran voce maggiori informazioni e formazione per capire perché i loro risultati di assistenza standard sono così scarsi, con un tasso di sopravivenza di circa il 50% nella maggior parte dei contesti di assistenza intensiva? ...

È ora molto chiaro che gli esiti ottenuti tra i pazienti gravemente malati nelle unità di terapia intensiva (chiamate anche UTI) vengono utilizzati per informare la strategia di isolamento (o di reclusione!) e mantenere i livelli di paura sufficientemente alti da garantire la partecipazione dei cittadini...

Perché c'è una censura così diffusa su tutto tranne che sulla linea di partito dalle piattaforme online che non dispongono di competenze sufficienti per giudicare in materia di scienza e medicina?

La cronaca rivolta al pubblico continua a professare che non c'è nulla che si possa fare per sostenere il sistema immunitario, non c'è nulla nell'arsenale naturale per il COVID-19... la distanza sociale deve essere mantenuta in ogni momento e l'unica cura per questa terrificante infezione verrà magicamente da un vaccino creato a velocità della luce.

Quando si aggiungono queste menzogne ai piani che si stanno attuando per aumentare la sorveglianza dei cittadini attraverso test e metodi di tracciamento e monitoraggio, l'erosione dei nostri diritti e delle nostre libertà attraverso la legislazione di emergenza sul coronavirus, la distruzione delle economie e la dipendenza forzata di molti dallo stato per ottenere i sussidi di sostentamento, ci si rende conto di quanto potremmo perdere, mentre la maggior parte del mondo si nasconde dietro porte chiuse nel terrore".

Gruppo di lavoro di prima linea per la terapia intensiva

Come viene fatto notare da Alliance for Natural Health, nonostante gli "ostacoli posti dal processo di revisione tra pari alla pubblicazione scientifica siano stati rimossi", e nonostante molti specialisti della terapia intensiva stiano usando trattamenti che si allontanano dalle solite cure, le informazioni sulle terapie naturali vengono ancora tenute in sordina dai media e non vengono adottate da chi ne ha più bisogno, ossia i medici di terapia intensiva.

"Dovremmo tutti chiederci il perché. Dopotutto, ci sono delle persone che stanno morendo. Come si sentirebbero i parenti se si scoprisse che la persona amata è morta inutilmente solo perché i medici che stavano avendo più successo non sono stati ascoltati e i loro protocolli innovativi sono stati sistematicamente ignorati?" dichiara Alliance for Natural Health.

Secondo l'articolo, gli sforzi del Dott. Pierre Kory - direttore medico del Trauma & Life Support Center e membro della facoltà della Divisione di Medicina Allergica, Polmonare e Terapia Intensiva presso il Dipartimento di Medicina dell'Università del Wisconsin - per condividere i successi del Gruppo di lavoro di prima linea COVID-19 Critical Care Working Group (FLCCC) con altri professionisti del settore sanitario non hanno finora portato a nulla.

Kory è stato uno dei cinque medici che hanno partecipato a una tavola rotonda sul COVID-19 con il membro del comitato del senato Gary Peters, D-Mich. Nella sua testimonianza, Kory afferma, in parte:

"Voglio iniziare dicendo che faccio parte di un gruppo di medici che comprende alcuni dei più noti ed esperti specialisti nel campo della terapia intensiva del paese e del mondo (i dottori Paul Marik, Umberto Meduri, Joseph Varon e José Iglesias). In risposta alla crisi COVID abbiamo formato il gruppo di lavoro di prima linea per la terapia intensiva (FLCCC)...

I membri del nostro gruppo hanno ad oggi trattato oltre 100 pazienti ricoverati con il nostro protocollo di trattamento. Sono sopravissuti quasi tutti. I due che sono morti avevano 80 anni ed erano affetti da patologie croniche in stato avanzato.

Nessuno dei pazienti è rimasto a lungo attaccato al ventilatore e non nessuno ne è diventato dipendente. I pazienti hanno avuto in generale una permanenza ospedaliera breve e sono stati dimessi in buona salute...

Il nostro protocollo è in uso da più di quattro settimane. Non è un caso unico, infatti, non siamo soli in quello che proponiamo o che abbiamo provato... Infatti, stiamo vedendo un numero crescente di protocolli simili con terapie quasi identiche uscire da varie istituzioni e paesi, tra cui le linee guida italiane, le linee guida cinesi, il protocollo di Yale, il protocollo di Montefiore e altri.

Siamo medici, formati per diagnosticare e curare le malattie, siamo esperti nel nostro campo e abbiamo decenni di esperienza e centinaia di pubblicazioni... Abbiamo chiaramente ideato un trattamento efficace per l'uso, prima della pubblicazione di studi controllati randomizzati.

Questi studi sono sicuramente fondamentali, perché ci aiuteranno ad affinare e/o perfezionare ulteriormente le dosi, la durata e le indicazioni del trattamento, ma l'attesa della perfezione è e sarà il nemico del bene, che stiamo già ottenendo... Vogliamo solo salvare vite umane, e sappiamo come farlo".

Protocollo di primo intervento per il COVID-19

Secondo Kory, il protocollo MATH+ di FLCCC è stato inviato alla Casa bianca in quattro diverse occasioni, tuttavia non è stato mostrato alcun interesse nei suoi riguardi. Quel che è peggio, è che a quanto dice continuano ad essere ostacolati dai Centri per la protezione delle malattie e dall'Istituto nazionale per la sanità statunitense. Perché?

Non sta forse salvando delle vite, e non è forse molto più importante che spingere su un vaccino? Se il protocollo MATH+ funziona quasi nel 100% dei casi, un vaccino potrebbe anche non essere necessario. Il protocollo MATH+ prende il suo nome da:

Metilprednisone intravenoso

Acido ascorbico intravenoso ad alto dosaggio

Più, trattamenti facoltativi con Tiamina. zinco e vitamina D

Dose completa di Eparina (Heparin in inglese) a basso peso molecolare

La trascrizione della testimonianza di Kory esamina e riassume il protocollo MATH+ e spiega perché la tempistica del trattamento è così importante. Come spiegato da Kory, ci sono due fasi distinte ma sovrapposte dell'infezione da COVID-19.

  1. La fase 1 è la fase di replicazione virale. Tipicamente, i pazienti sperimenteranno solo sintomi lievi, se presenti, durante questa fase. In questo momento, è importante concentrarsi sulle terapie antivirali.
  2. Nella fase 2, la risposta immunitaria iperinfiammatoria si attiva, il che può portare a insufficienze di organi (polmoni, cervello, cuore e reni). Il protocollo MATH+ è progettato per trattare questa fase attiva, ma deve essere somministrato abbastanza presto.

Il protocollo MATH+

Il protocollo MATH+ richiede l'uso di tre medicinali, i quali devono essere somministrati entro sei ore dal ricovero in ospedale:

  • Metilprednisolone per via endovenosa, per sopprimere il sistema immunitario e prevenire i danni agli organi causati dalle tempeste di citochine — per una lieve ipossia, 40 milligrammi (mg) al giorno fino a quando non viene tolto l'ossigeno; malattia da moderata a grave, 80 mg in bolo seguiti da 20 mg al giorno per sette giorni. All'ottavo giorno, passare al prednisone per via orale e ridurre la dose nel corso dei sei giorni successivi.
  • Acido ascorbico (vitamina C) intravenoso, per controllare l'infiammazione e prevenire lo sviluppo di vasi sanguigni che perdono nei polmoni — 3 grammi/100 ml ogni sei ore per un massimo di sette giorni.
  • Eparina sottocutanea (enoxaparina), per fluidificare il sangue e prevenire i coaguli di sangue — per malattie da lievi a moderate, da 40 mg a 60 mg al giorno fino alla dimissione.

Le aggiunte facoltative includono tiamina, zinco e vitamina D. Oltre a questi farmaci, il protocollo richiede ossigeno nasale ad alto flusso per evitare la ventilazione meccanica, "che di per sé danneggia i polmoni ed è associata a un tasso di mortalità che si avicina a quasi il 90% in alcuni centri", osserva Kory.

Nel complesso, questo approccio affronta i tre processi patologici fondamentali visti nel COVID-19, vale a dire l'iperinfiammazione, l'ipercoagulabilità del sangue e l'ipossia (mancanza di respiro a causa della bassa ossigenazione).

Il COVID-19 non dovrebbe essere trattato come l'ARDS

Il Dott. Paul Marik sottolinea che è fondamentale per i medici trattare ogni paziente come un caso individuale, poiché COVID-19 non è la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) convenzionale.

Se si suppone che il paziente sia affetto da ARDS e viene attaccato a un respiratore, è probabile che si danneggino i suoi polmoni. In effetti, la ricerca ha ora dimostrato che i pazienti sottoposti a ventilazione meccanica hanno tassi di mortalità molto più elevati rispetto ai pazienti non ventilati. Sebbene non se ne parli in questa sede, alcuni medici stanno anche incorporando il trattamento con ossigeno iperbarico al posto della ventilazione, con grande successo.

Il motivo è che il problema principale è l'infiammazione, non il liquido nei polmoni. Quindi, dice Marik, hanno bisogno di farmaci antinfiammatori. "Non è il virus a danneggiare l'ospite, ma la risposta infiammatoria acuta disregolata", dice. "Ecco perché è necessario usare la vitamina C e gli steroidi". Egli sottolinea che gli steroidi svolgono un ruolo cruciale, in quanto creano una sinergia con la vitamina C.

I pazienti affetti da COVID-19 hanno anche un problema di ipercoagulazione, quindi hanno bisogno di anticoagulanti. Oltre ad utilizzare il farmaco corretto, devono anche essere trattati precocemente. "Bisogna intervenire precocemente e in modo aggressivo per evitare che peggiorino", dice Marik.

Il metilprednisone potrebbe essere un componente fondamentale

Kory esprime preoccupazione per il fatto che le organizzazioni sanitarie di tutto il mondo stanno mettendo in guardia i medici contro l'uso di corticosteroidi, definendo questo un "tragico errore" in quanto "COVID-19 è una malattia che risponde agli steroidi". Nella sua testimonianza, egli sottolinea:

"Sorin Draghici, CEO di Advaita Bioinformatics, ha appena riferito che la loro piattaforma di Intelligenza Artificiale incredibilmente sofisticata chiamata iPathwayGuide, che utilizza linee cellulari umane coltivate infettate con COVID-19, è in grado di mappare tutti i geni umani che sono attivati da questo virus...

Si noti che quasi tutti i geni attivati sono quelli che esprimono i fattori scatenanti dell'infiammazione. Con questa conoscenza dell'attivazione specifica del gene infiammatorio dovuta al COVID, combinata con la conoscenza dell'attività di soppressione del gene di tutti i farmaci conosciuti, sono stati in grado di abbinare il farmaco più efficace per la soppressione del gene umano data da COVID-19, e questo farmaco è il metilprednisolone.

Questo deve essere riconosciuto, in quanto la capacità di altri corticosteroidi di controllare l'infiammazione del COVID-19 è stata molto meno impattante. Questa è, crediamo, una scoperta assolutamente fondamentale e storica. Molti centri usano agenti simili ma meno efficaci come il desametasone o il prednisone".

Come ha osservato Kory nella sua testimonianza al Senato, Marik, capo della medicina polmonare e della terapia intensiva presso la Eastern Virginia Medical School di Norfolk, in Virginia, è membro dell'FLCCC. Ricorderete che Marik è stato colui che nel 2017 ha annunciato di aver sviluppato un trattamento straordinariamente efficace contro la sepsi.

Il protocollo di Marik per la sepsi richiede anche la vitamina C per via endovenosa e uno steroide, in questo caso l'idrocortisone, insieme alla tiamina. Io per primo non sono sorpreso che i due protocolli siano così simili, visto che la sepsi è anche una delle principali cause di morte nei casi gravi di COVID-19.

I trattamenti sicuri ed efficaci non devono essere ignorati

Il COVID-19 non è una normale ARDS e non deve essere trattato come tale. Ciò che uccide le persone affette da COVID-19 è l'infiammazione, e gli steroidi in combinazione con la vitamina C lavorano sinergicamente al fine di controllare e regolare l'infiammazione. L'eparina, invece, risponde all'ipercoagulazione che provoca coaguli di sangue, caratteristica unica del COVID-19. Per quanto riguarda la "mancanza di studi" a sostegno del loro protocollo, FLCCC dichiara:

"Numerose linee guida ufficiali, come quelle dell'OMS e di diverse altre agenzie statunitensi, raccomandano di limitare il trattamento per... i pazienti gravemente malati alla 'sola assistenza di supporto', e di permettere che le terapie qui descritte siano oggetto di sperimentazione randomizzata e controllata, dove la metà dei pazienti riceverebbe il placebo e dove i risultati arriverebbero in mesi o anni.

I nostri medici concordano sul fatto che, mentre uno studio randomizzato controllato (RCT), in circostanze normali, potrebbe essere preso in considerazione, le prime disposizioni della MATH+, che devono essere fornite entro poche ore dalla diagnosi di malattia grave, verrebbero inevitabilmente ritardate da un tale progetto di studio, rendendo discutibile la validità dell'RCT.

Inoltre, anche se i risultati di un RCT non sarebbero disponibili per mesi o più, studi osservazionali del protocollo ben progettati potrebbero fornire un feedback tempestivo durante questa pandemia, per migliorare il processo di trattamento molto più rapidamente".

Sono dell'idea che queste informazioni debbano essere ampiamente condivise, se vogliamo evitare che molte altre persone muoiano. Sempre più spesso, dal momento che i medici cominciano a parlare apertamente delle loro scoperte cliniche, vediamo che ci sono diversi modi per affrontare questa malattia senza nuovi antivirali o vaccini, utilizzando farmaci più vecchi, poco costosi e facilmente disponibili, che sono già noti per essere sicuri.