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disinfettante nasale

BREVE RIASSUNTO-

  • Negli Stati Uniti un’azienda ha avviato la campagna "Sanitize Your Nose" a metà del 2020 per sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che la riduzione della carica virale della cavità nasale possa aiutare a ridurre la diffusione delle infezioni
  • Il prodotto è da tempo utilizzato prima degli interventi chirurgici per ridurre le infezioni batteriche della ferita nel post opeatorio. Il principio attivo di alcol etilico al 62% viene tamponato intorno alla parte esterna del naso
  • L'irrigazione nasale di routine con soluzione salina può anche ridurre la carica virale, la durata e i sintomi delle condizioni virali

Le infezioni virali iniziano quando il virus si impianta in un portale di ingresso e inizia a replicarsi. I portali più comuni sono il naso, la gola e le vie aeree superiori. Proprio questo ha portato a una recente iniziativa per educare le persone sull'importanza dell'igiene nasale.

Un virus può essere a base di DNA o RNA e richiede che un'altra cellula vivente si replichi. È questo alla fine che porta all'emersione dei sintomi. Esistono diversi fattori che determinano la trasmissione virale, come la dimensione del virus e dell'aerosol respiratorio. I virus più grandi hanno un diametro di 500 nanometri (nm), e sono appena visibili "al microscopio ottico alla risoluzione massima", secondo Britannica.

I virus non si muovono da soli, ma dipendono dalle persone, dall'ambiente e da altri fattori per ottenere l'accesso a un soggetto ospite. Una volta che un virus come quello dell'influenza viene inalato, se non viene neutralizzato può invadere il tratto respiratorio e le cellule delle vie aeree.

I virus che causano il raffreddore comune si diffondono nell'aria e tramite contatti ravvicinati con le secrezioni respiratorie o le feci di una persona infetta. Stringere la mano o toccare una superficie contaminata e poi toccare gli occhi, il naso o la bocca può inoculare il virus nelle membrane.

È noto che il SARS-CoV-2 penetra nel corpo attraverso le cellule epiteliali nasali.

La decontaminazione nasale non è una novità

La campagna Sanitize Your Nose è stata lanciata a metà del 2020 da Global Life Technologies, produttore di Nozin Nasal Sanitizer, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che, insieme al lavaggio delle mani di routine, la pratica di ridurre la carica virale nella cavità nasale può aiutare a limitare la diffusione dei virus.

Secondo il loro comunicato stampa, 9 americani su 10 sanno che lavarsi le mani aiuta a ridurre il rischio di infezione, ma solo 3 su 10 sono a conoscenza del fatto che anche ridurre la carica virale e batterica nella cavità nasale può aiutare a ridurre il rischio di infezione.

Il principio attivo di Nozin Nasal Sanitizer è alcool etilico al 62% in combinazione con oli naturali, come olio di cocco, jojoba, acido laurico e vitamina E.

Secondo quanto riportato dal sito web dell’azienda:

“… La formula combina il potere sicuro, provato e antisettico dell'alcol etilico con i benefici emollienti e antiossidanti degli oli naturali. [e] ... non favorisce la resistenza agli antibiotici perché utilizza l'azione antisettica non selettiva dell'etanolo".

Lo spray nasale è stato utilizzato per ridurre la diffusione di Staphylococcus aureus, ma ora è pubblicizzato dalla società per aiutare a ridurre la carica virale del SARS-CoV-2 e quindi avere un impatto sul potenziale di un'infezione attiva.

Ogni fiala è approvata per l'uso una tantum per adulti e bambini sopra i 12 anni. Una volta aperto, la custodia va schiacciata per inumidire la punta del tampone e quindi si tampona intorno alla parte esterna della narice sei volte in ciascuna direzione.

L'applicazione della miscela di alcol etanolo e oli naturali ha dimostrato un'efficacia ad ampio spettro contro gli organismi patogeni fino a otto ore. In particolare, è stato dimostrato come riduca la colonizzazione di S. aureus e altri batteri nasali.

Il nuovo spray nasale antivirale promette l'uccisione del 99,9% dei virus

Il Ministero della Salute in Israele ha recentemente approvato la produzione di un antivirale casalingo che, secondo gli inventori, è efficace entro due minuti per ridurre il 99,9% dei virus nella cavità nasale. Il biochimico Gilly Regev, dottore di ricerca, ha inventato il prodotto e ha co-fondato l'azienda SaNOtize, che ha sede in Canada. 

Israele sarà il primo paese in cui il prodotto verrà venduto a persone dai 12 anni in su. È stato approvato anche in Nuova Zelanda e la società punta all'approvazione anche in altri paesi, incluso il Regno Unito. Il prodotto fornisce una barriera fisica in combinazione con l'ossido nitrico, noto per uccidere i virus.

Il prodotto sarà venduto con il marchio Enovid, per il quale sono stati recentemente completati studi clinici che dimostrano che il trattamento antivirale è stato efficace nel prevenire la trasmissione del SARS-CoV-2, abbreviando il decorso della malattia e riducendo la gravità dei sintomi nelle persone infette. Chris Miller, dottore di ricerca, direttore scientifico e co-fondatore, ha dichiarato in un comunicato stampa:

“La nostra nuova formulazione di ossido nitrico per l'uso negli esseri umani è progettata per uccidere i virus nelle vie aeree superiori, impedendo loro di incubare e diffondersi ai polmoni. I dati di farmacologia, tossicità e sicurezza per l'uso nell'uomo sono consolidati da decenni. Il nostro design innovativo del prodotto consente inoltre di auto-somministrare il trattamento in modo efficace ed economico".

In un comunicato stampa separato che annunciava i risultati delle sperimentazioni cliniche, la società ha affermato che stava richiedendo l'autorizzazione per l'uso di emergenza nel Regno Unito e in Canada, facilitando un ritorno quasi immediato al lavoro, a scuola e alla vita di tutti i giorni, ben prima del previsto ritorno a seguito di vaccinazioni complete.

Oltre a ridurre l'infezione in coloro che non sono stati vaccinati, lo spray nasale all'ossido nitrico (NONS) ha anche ridotto l'infettività o la trasmissione del virus. Secondo Regev:

"Ora che la NONS ha dimostrato di essere sicura ed efficace negli studi clinici, dobbiamo muoverci con urgenza per farla arrivare alle mani del pubblico, dove può aiutare a porre fine alla pandemia, accelerare il ritorno alla normalità e prevenire futuri focolai di COVID-19 e delle sue varianti.

Il bilancio umano di questa malattia non può essere espresso semplicemente in numeri e ogni giorno aumenta la frustrazione, la paura e le perdite subite da milioni di persone in tutto il mondo. In combinazione con il lancio dei vaccini, il NONS può aiutare a rimettere in piedi il mondo".

Storia della disinfezione del naso per ridurre l'infezione

I Centers for Disease Control and Prevention raccomandano attualmente agli ospedali di utilizzare strategie per ridurre la colonizzazione di S. aureus prima di importanti interventi chirurgici per ridurre il rischio di infezione nel post operatorio. Sue Barnes, specialista nel controllo delle infezioni e membro del comitato consultivo di Sanitize Your Nose in un comunicato stampa ha dichiarato:

"Gli operatori sanitari raccomandano da tempo che i pazienti abbiano il naso igienizzato prima di interventi chirurgici e in altri momenti di maggiore vulnerabilità per aiutare a prevenire le infezioni. Ora è il momento perfetto per guardare oltre il contesto sanitario e incoraggiare tutti a prevedere l'igienizzazione del naso nella loro routine regolare, specialmente quando si dirigono in ambienti ad alto rischio, come luoghi pubblici affollati".

La maggior parte della ricerca è stata però condotta sulla riduzione della contaminazione nasale batterica prima delle procedure chirurgiche e non sulla riduzione della trasmissione virale. Uno studio pubblicato su Cochrane Database of Systematic Reviews nel 2017 ha esaminato i tassi di infezione di siti chirurgici e il potenziale della decontaminazione nasale per ridurre le infezioni post-chirurgiche, in particolare da S. aureus che colonizza la cavità nasale.

Un’analisi della letteratura ha individuato due studi inclusi nella revisione. Secondo gli autori le prove ottenute da studi randomizzati controllati che la decontaminazione nasale potesse prevenire le infezioni chirurgiche erano limitate

Un altro studio ha valutato l'uso dell'antibiotico mupirocina per eliminare S. aureus prima di interventi a cuore aperto. All’interno della ricerca, il gruppo di intervento ha ricevuto il farmaco quattro volte al giorno per 48 ore prima dell'intervento. L'evidenza ha suggerito che la mupirocina abbia ridotto l'incidenza di infezione della ferita sternale ma senza modificare la frequenza di infezioni cutanee o della polmonite dopo un intervento a cuore aperto.

Un terzo studio ha rilevato come la decontaminazione nasale preoperatoria per S. aureus abbia ridotto significativamente le infezioni postoperatorie a seguito di intervento chirurgico per la scoliosi idiopatica adolescenziale.

Una revisione della letteratura sulla relazione tra la colonizzazione da S aureus nel naso e lo sviluppo di infezione post-chirurgica ha nuovamente trovato una tendenza positiva, ma i ricercatori hanno riconosciuto che i campioni erano troppo piccoli per dimostrare l'efficacia del pretrattamento per sradicare l'infezione post-chirurgica.

In una lettera all'editore, secondo l’anestesista, Duncan McGuire, la decolonizzazione della cavità nasale in ospedale potrebbe non essere efficace. Il medico ha sottolineato, rifacendosi a ricerche passate, come la riduzione di S. aureus possa aiutare a prevenire le infezioni del sito chirurgico, ma non sono state presentate "prove sostanziali per cui la decontaminazione nasale/orale ridurrebbe effettivamente la trasmissione virale".

La lettera fa seguito al rilascio di uno studio, secondo il quale l'applicazione di povidone-iodio può contribuire al controllo delle infezioni e alle strategie di gestione della sala operatoria. I dati hanno anche mostrato che il 42% dei partecipanti ha sperimentato una disfunzione tiroidea nel breve periodo, con l'intervento risolutivo dopo l'interruzione del trattamento.

L’obiezione principale di McGuire è legata al fatto che l'applicazione di povidone-iodio possa indurre starnuti e quindi aumentare la diffusione di particelle virali. L'uso del collutorio alla clorexidina può indurre la tosse, quindi aumentare il rischio di diffusione virale prima che il virus sia inattivato dal povidone-iodio.

L'irrigazione nasale e sinusale di routine può ridurre la carica virale

È possibile che il risciacquo regolare della cavità e dei seni nasali, dove tende a risiedere la carica virale del SARS-CoV-2, aiuti a eliminare il patogeno e a impedire che acquisisca un forte punto d'appoggio. Ricerche passate hanno dimostrato che l'irrigazione nasale può ridurre i sintomi e la durata di altre condizioni virali, come l'influenza stagionale e il comune raffreddore.

In uno studio controllato randomizzato, nei partecipanti che hanno utilizzato l'irrigazione nasale e i gargarismi con soluzione salina ipertonica la durata del raffreddore comune si è ridotta di 1,9 giorni e la trasmissione all'interno della famiglia del 35% intervenendo entro 48 ore dall'insorgenza dei sintomi.

La dottoressa Amy Baxter, medico di medicina d'urgenza pediatrica ad Atlanta, in Georgia, suggerisce di irrigare i seni ogni volta che c’è stata esposizione a un individuo infetto o risultato positivo al test per il COVID-19. Raccomanda di sciacquare i seni utilizzando una miscela di acqua tiepida bollita (250 ml) e iodiopovidone (mezzo cucchiaino).

Lo iodopovidone ha dimostrato di uccidere efficacemente non solo i batteri Klebsiella pneumoniae e Streptococcus pneumoniae, ma anche di inattivare rapidamente SARS-CoV, MERS-CoV, virus dell'influenza A H1N1 e rotavirus dopo 15 secondi di esposizione.

La miscela utilizzata in questo studio - 7% di iodopovidone diluito in una soluzione 1 a 30, che equivale a una concentrazione totale di 0,23% di iodopovidone - ha inattivato oltre il 99% dei coronavirus che causano SARS e MERS.

È possibile utilizzare un vaso neti o una bottiglia di risciacquo dei seni nasali. La pressione dell'acqua che si ottiene da una bottiglia per il risciacquo dei seni può assicurare un risciacquo più efficace. Se una pressione maggiore risulta fastidiosa, una pentola neti, che si basa sulla gravità, può essere una scelta più comoda.

L'irrigazione nasale e dei seni nasali con l'utilizzo di un vaso neti è un altro modo per rimuovere fisicamente gli allergeni che innescano reazioni allergiche stagionali. L'acqua viene somministrata attraverso una narice, scorre lungo i passaggi nasali e i seni e fuori dall'altra narice.

È fondamentale non usare l’acqua del rubinetto con il vaso neti perché brucia e potrebbe innescare un'infezione mortale al cervello per via di un'ameba che si trova comunemente in laghi, fiumi e sorgenti termali che alimentano l'acqua del rubinetto. Meglio una soluzione salina di acqua distillata e sale.

Strategia preventiva mediante utilizzo di perossido di idrogeno nebulizzato

Una delle mie strategie preventive preferite che puoi usare a casa è il perossido di idrogeno nebulizzato. Il trattamento è stato concepito e sostenuto per la prima volta dal Dott. Charles Farr all'inizio degli anni '90. Da allora, migliaia di medici l’hanno utilizzato per le infezioni delle vie respiratorie superiori.

Nel marzo 2021, ho intervistato il dottor David Brownstein, che ha una clinica appena fuori Detroit, in Michigan, dove ha trattato con successo oltre 200 pazienti con il perossido di idrogeno nebulizzato. Brownstein ha scoperto che, il trattamento, se iniziato entro i primi due giorni dall'infezione, riduce significativamente il numero di pazienti che sperimenteranno la sindrome da COVID-19 a lungo termine.

Come lui stesso ha sostenuto in un articolo, dei suoi 107 pazienti iniziali, solo il 2% sviluppa la sindrome a lungo termine, il che è in netto contrasto con il 20%-40% riportato altrove. Nella mia intervista al Dott. Vladimir Zelenko, in cui abbiamo discusso del trattamento con idrossiclorochina, è anche emerso che nessuno dei pazienti trattati entro i primi cinque giorni dalla comparsa dei sintomi ha sviluppato la sindrome a lungo termine.

Nel marzo 2020, il dott.Thomas Levy ha pubblicato una guida su come utilizzare il perossido di idrogeno nebulizzato per la prevenzione e il trattamento di tutte le infezioni respiratorie virali, incluso il COVID-19.

Per utilizzare il protocollo, ti consigliamo di utilizzare il perossido di grado alimentare, che viene fornito in concentrazioni del 12% e deve essere diluito all'1% o meno prima dell'uso. Viene somministrato con un nebulizzatore che emette una nebbia sottile e una mascherina facciale che copre la bocca e il naso. La nebbia può essere comodamente inalata in profondità nelle narici, nei seni e nei polmoni dove inattiva gli agenti patogeni virali.